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| Aggiornamento: la missione del Messenger è terminata. Esaurito il propellente dopo più di 4 anni in orbita, la sonda si è schiantata su Mercurio il 30 aprile 2015 |
Oggi la sonda Messenger (http://it.wikipedia.org/wiki/MESSENGER), lanciata nel 2004, si è immessa con successo nell'orbita di Mercurio.
L'orbita è fortemente ellittica, di circa 200x15.000 km, con un periodo di 12 ore ed un'inclinazione relativa di 80° rispetto all'equatore del pianeta.
Per le prossime settimane gli ingegneri da Terra si assicureranno che tutti i sistemi a bordo della sonda funzionino bene nelle dure condizioni termiche in cui si trovano (la zona al Sole raggiunge i 426,85° all'Equatore e la zona in ombra scende a -183,15°).
Dal 23 Marzo prossimo, gli strumenti verranno accesi e controllati, ed il 4 Aprile inizierà la prima fase scientifica della missione. A regime, verranno spediti verso la Terra 8 ore di dati al giorno.
Tutto quello che sappiamo di Mercurio viene principalmente dal Mariner 10, che lo sorvolò da vicino 3 volte tra il 1974 ed il 1975. Le immagini ottenute all'epoca coprono meno del 50% della superficie di Mercurio, quindi c'è un intero emisfero che non abbiamo mai visto. Il Mariner 10 scoprì la presenza di un campo magnetico su Mercurio e fece diverse altre scoperte, dando adito a molte domande a cui ora si vuole dare risposta.
Sito MESSENGER (http://messenger.jhuapl.edu/mer_orbit.html)
MOI Press Kit (http://www.tuttovola.org/index.php?action=downloads;sa=view;down=1148) (pdf - 4Mb)
Pagina NASA (http://www.nasa.gov/mission_pages/messenger/main/index.html)
Spaceflightnow (http://spaceflightnow.com/news/n1103/17messenger/)
Il Messenger in Google Earth (http://messenger.jhuapl.edu/the_mission/google.html)
Clicca qui per vedere dov'è il MESSENGER in questo momento (http://messenger.jhuapl.edu/About/Mission-Design.html#final-extended-mission)
(più altre immagini relative)
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L'incredibile percorso seguito della sonda Messenger dal lancio nel 2004 a pochi giorni fa.
In tutto c'è stato bisogno di 6 manovre a gravità assistita (fionda gravitazionale): 1 con la Terra, 2 con Venere e 3 con lo stesso Mercurio! :swoon:
http://youtu.be/a9QDIXaCfO4 (http://youtu.be/a9QDIXaCfO4)
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Ed ecco la prima immagine spedita dal Messenger, in qualche modo storica, in quanto è la prima immagine in assoluto ottenuta da una nave orbitante il pianeta.
Paesaggio molto...lunare direi!!
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Da http://messenger.jhuapl.edu/About/Mission-Design.html#working-from-orbit (http://messenger.jhuapl.edu/About/Mission-Design.html#working-from-orbit)
Dal suo lancio (estate 2004), all'inserimento nell'orbita di Mercurio (marzo 2011), il Messenger ha percorso 8 miliardi di km ad una velocità media di 38 km al secondo.
L'orbita del Messenger attorno a Mercurio è altamente ellittica, 200 km sopra la superficie nel punto più basso e poco più di 15.000 km nel punto più alto. All'inizio della fase orbitale della missione, il piano orbitale della sonda ha un'inclinazione di 82,5° rispetto all'equatore di Mercurio, e il punto più basso in orbita è raggiunto ad una latitudine di 60° Nord. Il segmento orbitale a bassa quota sopra l'emisfero settentrionale permetterà al Messenger di condurre un'indagine dettagliata della geologia e della composizione del cratere gigante Caloris - la più grande caratteristica conosciuta della superficie del pianeta.
Circa il 31% di propellente della navicella è stato consumato per l'inserimento nell'orbita di Mercurio. I propulsori del Messenger hanno rallentato la sonda a poco più di 0,86 km al secondo.
La manovra (MOI - Mercury Orbit Insertion) è durata circa 15 minuti.
Dopo l'ingresso nell'orbita di Mercurio, piccole forze come l'attrazione gravitazionale del Sole iniziano lentamente a cambiare l'orbita della sonda. Anche se queste piccole forze hanno scarso effetto sul periodo orbitale di 12 ore del Messenger, possono aumentare l'altitudine minima della navicella, la sua inclinazione orbitale, o la latitudine del punto in cui viene raggiunta la minima quota. Se questi parametri non venissero continuamente corretti, l'aumento della quota minima della sonda impedirebbe di portare avanti gli obiettivi scientifici della missione in maniera soddisfacente.
Per mantenere questa quota minima al di sotto dei 500 km, si fanno delle piccole manovre propulsive che abbassano l'altezza minima una volta ogni anno di Mercurio - cioè ogni sua rivoluzione completa intorno al Sole, che dura 88 giorni terrestri. La prima, terza, e quinta manovra correttiva dopo la MOI avverranno alla massima distanza da Mercurio, dove una manovra di correzione dell'orbita (OCM) rallenta il veicolo spaziale quanto basta per portare la quota minima a 200 km. L'immagine seguente mostra la prima di queste manovre di correzione dell'orbita. Quando l'altitudine minima è 200 km, il periodo orbitale si riduce di circa 15 minuti.
La seconda e la quarta manovra correttiva aumenteranno il periodo orbitale a circa 12 ore, accelerando la navicella quando sarà alla distanza minima da Mercurio. Queste manovre si effettuano circa 44 giorni dopo aver effettuato la prima e la terza manovra di correzione.
Un bacino da impatto a doppio anello.
La superficie a colori di Mercurio. Sono ben visibili le linee da impatto deglle innmerevoli collisioni subite dal pianeta nel corso della sua storia.
E questi siamo noi (con la Luna) visti da quasi 185.000.000 di km, fotografati ad agosto 2010.
(Credito immagini: NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Carnegie Institution of Washington)
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Grazie, molto molto molto bello... Grazie ancora...
e noi siamo qui a vedere i risultati delle elezioni.... vince il centro destra!!! no, aspetta...vince il centrosinistra!!... no no, vince..... (ma siamo seri....)
CIAO!!
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Grazie a te per il commento Febaba.
Mi sento meno "particella di sodio" adesso!
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Paragone tra le immagini del Mariner10 (a sinistra) e del Messenger (a destra) del bacino da impatto (http://it.wikipedia.org/wiki/Cratere_meteoritico) Tolstoj, di circa 350 km di diametro.
Le più recenti immagini provenienti dal Messenger presentano un livello di dettaglio (220 m/pixel) nettamente migliore delle immagini che furono prodotte dal Mariner10 da marzo 1974 a marzo 1975 (1 km/pixel).
Credito immagini: http://messenger.jhuapl.edu/ (http://messenger.jhuapl.edu/)
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MESSENGER Mission News
27 Luglio 2011
http://messenger.jhuapl.edu/ (http://messenger.jhuapl.edu/)
Ieri pomeriggio la sonda MESSENGER ha portato a termine un'altra manovra di correzione orbitale.
I controllori di missione al "Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory (APL)" hanno eseguito la seconda correzione orbitale, che è durata 3 minuti ed 8 secondi.
Il periodo orbitale è stato così portato da 11 ore e 48 minuti a 12 ore esatte.
La seconda delle cinque manovre correttive previste nella fase orbitale primaria della missione ha consumato circa 2 Kg di carburante.
Peter Bedini, Project Manager di MESSENGER dice: "La prima manovra di correzione, che è stata fatta a Giugno, aveva portato il periasse ad un'altitudine di 200 km, ma aveva anche accorciato il periodo orbitale. Questa seconda manovra lo ha riportato al suo valore nominale di 12 ore".
Eric Finnegan, Mission Systems Engineer di MESSENGER dice: "l'accensione dei motori è stata un pieno successo. La sonda è esattamente dove deve essere per continuare a catturare incredibili immagini della superficie di Mercurio".
La prossima manovra di correzione orbitale è prevista per il 7 Settembre, ed abbasserà di nuovo il periasse dagli attuali 470 Km. a 200 Km.
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Il MESSENGER attraversa la sua seconda stagione calda ed esegue le terza manovra di correzione orbitale.
Oggi il Messenger è riemerso senza danni dalla seconda delle quattro "stagioni calde" previste durante la missione principale di un anno in orbita attorno Mercurio. Dopo solo poche ore i tecnici di terra hanno effettuato una manovra per aggiustare la traiettoria del veicolo spaziale.
Mantenere il Messenger sull'orbita corretta è stato paragonato a "guidare una macchina da corsa su un percorso tortuoso con condizioni del fondo stradale in continuo mutamento e condizioni meteo imprevedibili".
Questa stagione calda è iniziata il 9 agosto ed è durata quasi un mese. Durante questo periodo, il punto più vicino tra il Messenger e Mercurio era sul lato illuminato del pianeta. Lo schermo solare del Messenger ha raggiunto temperature di 350° ed i suoi pannelli solari hanno dovuto essere ruotati e allontanati dal Sole per corti periodi durante ciascuna orbita per proteggerli dal surriscaldamento.
Inoltre in questa seconda stagione calda c'è stato un periodo tra il 20 ed il 29 agosto in cui il Messenger ha attraversato una zona di eclissi durante una porzione di ogni orbita, quando passava nell'ombra del pianeta. Per eclissi più lunghe di 35 minuti, le batterie della sonda non riescono ad alimentare tutti gli esperimenti scientifici imbarcati, ed alcuni strumenti dovevano essere spenti.
Nonostante queste estreme condizioni avverse, i tecnici sono riusciti a portare a termine la terza manovra di correzione orbitale, che ha abbassato il Periasse da 470 a 200 km, ed ha avuto una durata di 2 minuti e 46 secondi, ed ha ridotto il periodo orbitale da 12 ore ad 11 ore e 46 minuti.
La prossima manovra di correzione orbitale è prevista per il 24 ottobre.
Fonte http://messenger.jhuapl.edu/About/Mission-Design.html#trajectory-correction-maneuvers (http://messenger.jhuapl.edu/About/Mission-Design.html#trajectory-correction-maneuvers)
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A quasi un anno dall'ingresso nell'orbita di Mercurio, ecco alcune spettacolari immagini dal Messenger:
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16 aprile 2012
La missione MESSENGER ha completato con successo la prima delle due manovre atte a ridurre il periodo orbitale della navicella su Mercurio. Questa nuova traiettoria aprirà la strada per misure più dettagliate e osservazioni mirate del pianeta più vicino al Sole.
La sonda era a 124 milioni di chilometri dalla Terra, quando è iniziata la manovra durata 188 secondi (alle ore 15:13 EDT). I responsabili della missione presso la Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory (APL) nel Maryland hanno verificato l'inizio della manovra 6 minuti e 53 secondi più tardi, quando i primi segnali che indicavano l'attività dei propulsori della nave spaziale hanno raggiunto la stazione di terra Deep Space Network in California.
Questa manovra - che ha portato il periodo orbitale da 11 ore e 36 minuti a 9 ore e 5 minuti - è stata progettata per esaurire l'ossidante residuo del sistema di propulsione della navicella in un'accensione finale del grande propulsore bi-propellente. Una seconda manovra, prevista per la sera del 20 aprile, utilizzerà il sistema monopropellente della sonda per completare la transizione verso un periodo orbitale di 8 ore.
Dopo la manovra di venerdì prossimo, l'orbita di 8 ore resterà fortemente eccentrica, ed il MESSENGER viaggerà tra 278 e 10.314 chilometri sopra la superficie di Mercurio. La riduzione del periodo orbitale incrementerà da 2 a 3 il numero di rivoluzioni giornaliere della navicella, aumentando il tempo che il veicolo spaziale passerà più vicino alla superficie.
Questo incremento di tempo a quote più basse, aumenterà il ritorno scientifico. Amplificherà l'efficacia degli spettrometri ad alta energia utilizzati per determinare la composizione della superficie del pianeta e aumenterà il numero di profili di altitudine che l'altimetro laser sarà in grado di fare nell'emisfero nord del pianeta, permettendo mappe topografiche più dettagliate. Le operazioni a questa quota permetteranno inoltre l'acquisizione di immagini a maggiore risoluzione dell'emisfero sud di Mercurio.
Fonte: Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory - trajectory correction maneuvers (http://messenger.jhuapl.edu/About/Mission-Design.html#trajectory-correction-maneuvers)
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leggere i tuoi post è ogni volta più interessante! :good:
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Paragone tra le immagini del Mariner10 (a sinistra) e del Messenger (a destra) del bacino da impatto (http://it.wikipedia.org/wiki/Cratere_meteoritico) Tolstoj, di circa 350 km di diametro...
Grazie, molto ma molto bello, bravi UMANI!!!!
Quanto tempo è passato tra le due foto? Non vedo differenze sui crateri...
CIAO!!
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leggere i tuoi post è ogni volta più interessante! :good:
Grazie mille LG!
Molte volte sono "solo" delle traduzioni di cose che leggo in giro...ma a volte sono anche cose "mie".
...quanto tempo è passato tra le due foto? Non vedo differenze sui crateri...
La differenza non è tra i crateri, ma nella risoluzione delle due immagini, molto maggiore nella più recente foto a destra, scattata dal Messenger.
La foto con minor dettaglio è stata scattata dal Mariner 10 (http://it.wikipedia.org/wiki/Mariner_10), quindi tra marzo 1974 e marzo 1975.
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A quel tempo c'erano ancora le pellicole all'argento per fotografare. :swoon:
Immagini come quelle fatte dal Mariner 10 erano comunque eccezionali considerando la tecnologia in uso.
:smile:
Certo che la tecnica ha fatto passi da gigante nell'acquisizione e trasmissione delle immagini...
applicassero con altrettanta dedizione le tecnologie conosciute o ne studiassero di nuove nel campo dell'energia pulita, il mondo andrebbe certamente meglio. :dirol:
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Grazie, mi aspettavo però che dal '70 ad oggi avrebbero trovato dei crateri in più dati dai corpi caduti nel frattempo. ciao ciao
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Gia è vero :whistle:
invece in quella foto i crateri sono proprio gli stessi, si vede che in questi anni non ci sono state altre cadute di meteoriti.
Del resto non credo che di meteoriti in grado di creare crateri ne cadano poi tanti; sulla terra nell'arco della mia vita non ricordo di aver mai sentito notizie di meteoriti che abbiano fatto buchi enormi. Evidentemente il tempo trascorso tra le due foto ai fini geologici è insignificante e per vedere nuovi crateri bisognerebbe far passare qualche era geologica. Almeno credo :mda:
Chiedo il commento di Ripley che è il nostro esperto in astronomia.
:smile:
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Dalle foto del Mariner 10 ad oggi sono passati meno di 50 anni...molto meno di un battito di ciglia, in proporzione all'immensità del lasso temporale da prendere in considerazione...Ch e vuoi che sia successo...
Forse sì, su Mercurio potrebbe anche essere caduto più di un meteorite in questi 50 anni, ma chissà dove, e chissà quanto piccolo...
Il diametro di quel cratere è all'incirca 400 km, mentre Mercurio ha una superficie ben più vasta, sebbene sia più piccolo della Terra.

Confronto tra le dimensioni di Mercurio, Venere, Terra e Marte
In effetti nel 2009 l'LRO (http://it.wikipedia.org/wiki/Lunar_Reconnaissance_Orbiter) ha fotografato un nuovo cratere (http://www.astronomia.com/2010/08/02/la-luna-ha-un-nuovo-cratere/) sulla Luna, quindi è una cosa che continua certamente ad accadere.
L'età del Sistema Solare è di 4,6 miliardi di anni. I pianeti si sono tutti formati nei primi 100 milioni di anni.
Siamo a 4,5 miliardi di anni fa.
I bombardamenti di meteoriti, che hanno dato il tipico aspetto a Mercurio (ma anche alla Luna), sono tutti accaduti "in epoche remote", come riportano tutti i siti web che ho scandagliato.
Costruendo un ipotetico calendario in cui ogni giorno rappresenta 100 milioni di anni, la Terra, nata 4 miliardi e 600 milioni di anni fa, avrebbe solo 46 giorni di età (1 secondo rappresenterebbe 1.000 anni).
I bombardamenti di meteoriti sono durati solo per la prima settimana (700 milioni di anni), e sicuramente non hanno interessato solo la Terra.
Il momento è indicato in quest'immagine da "End of the late heavy bombardment".
Inoltre la frequenza degli impatti astronomici è bassa. Io ho quasi 49 anni :swoon: e di "eventi famosi" mi ricordo solo la cometa Shoemaker-Levy (http://it.wikipedia.org/wiki/Cometa_Shoemaker-Levy_9) che impattò Giove nel 1994. Fu molto spettacolare, ma fu anche un evento, come si dice, più unico che raro.
A pagina 5 di questo pdf (http://www.bo.astro.it/universo/venere/Sole-Pianeti/planets/zmet18.pdf) c'è una tabella con le frequenze previste di impatti sulla Terra, dove si vede che almeno una volta ogni mille anni ci può essere un evento catastrofico tipo quello di Tunguska (http://it.wikipedia.org/wiki/Evento_di_Tunguska).
Eventi peggiori di questo si possono verificare ogni 5.000 anni.
All'altra estremità della scala, meteore più piccole, e più frequenti, si disintegrano nell'alta atmosfera con una frequenza di più di una all'anno.
Ma essendo Mercurio un pianeta senza atmosfera gli effetti di questi impatti (teorici) sarebbero molto più catastrofici. Anche i meteoriti più piccoli arriverebbero comunque integri al suolo, e i segni d'impatto resterebbero come "congelati" e visibili a lungo, contrariamente a quanto avviene da noi, dove, quando il meteorite non si dovesse disintegrare completamente all'ingresso in atmosfera, l'erosione degli agenti atmosferici (vento, pioggia, ecc.) modificherebbe continuamente l'eventuale cratere da impatto (http://it.wikipedia.org/wiki/Cratere_meteoritico).
Sicuramente se ne sono avvenuti, o ne avverranno, il Messenger è lo strumento adatto per saperlo.
Fonti: Wiki: Impatto astronomico, Frequenza e dimensioni (http://it.wikipedia.org/wiki/Impatto_astronomico#Frequenza_e_dimensioni) - Wiki: Mercurio (http://it.wikipedia.org/wiki/Mercurio_%28astronomia%29) - Geo.Env: Storia della Terra (http://www.geoenv.it/lezioni/storia.htm) - The Impact Hazard (http://www.boulder.swri.edu/clark/mcshaz.pdf)
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Certo che l'uomo di fronte all'immensità dell'universo è meno di una cacatina di mosca e ha una vita che dura il tempo di un sospiro. :blush2:
Dovrebbero rendersene conto tutti quegli arroganti e presuntuosi uomini di potere che credono di essere come Dio e di poter durare per sempre, mentre invece sono anche loro come tutti meno di una cacatina di mosca ! :rtfm:
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Mentre il Messenger completava la 1.000ma orbita intorno a Mercurio, ha scoperto che è passato di là addirittura Topolino in persona...
Credito immagine: Space.com
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Il 20 aprile il Messenger ha completato l'orbita numero 3.000 e si è abbassato ad una quota di 199 km sulla superficie di Mercurio. Mai nessun'altra sonda prima era arrivata ad una quota così bassa.
Da aprile 2012, quando due manovre di correzione hanno ridotto il suo periodo orbitale da 12 ad 8 ore, il Messenger ha completato 3 orbite di Mercurio al giorno. L'orbita più rapida ha permesso al team di scienziati di cercare più velocemente nuove risposte ai quesiti che circondano la composizione di Mercurio e la sua evoluzione geologica.
Fonte: MESSENGER Mission News (http://messenger.jhuapl.edu/news_room/details.php?id=256)
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Il 25 luglio scorso il Messenger si è ulteriormente abbassato su Mercurio, portandosi a soli 100 km di quota
Per il naturale decadimento orbitale, la quota minima del Messenger continuerà a diminuire arrivando a 50 km il 19 agosto. Questa misura si dimezzerà nuovamente il 12 settembre, arrivando a 25 km.
A questo punto verrà fatta un'accensione di correzione (la decima) che porterà la quota del periasse a 94 km.
Altre due manovre (il 24 ottobre e il 21 gennaio 2015), alzeranno di nuovo la quota minima della sonda per allontanare l'inevitabile impatto sulla superficie di Mercurio, a marzo 2015.
Queste quote minimali permetteranno di osservare Mercurio come mai nessuna sonda ha fatto prima.
Fonte: MESSENGER Mission News (http://messenger.jhuapl.edu/news_room/details.php?id=259)
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Il Messenger si avvicina alla fine della sua missione, prevista per il 30 aprile, quando si schianterà sulla superficie di Mercurio ad una velocità di quasi 4 km/s.
Sono passati più di 10 anni dalla sua partenza e la quantità di rilevamenti, di informazioni scientifiche, e di immagini raccolte e spedite sulla Terra supera i 10 Tb!
Negli ultimi mesi sono state eseguite parecchie manovre di correzione orbitale (OCM) per rialzare l'orbita, e ritardare più possibile l'inevitabile destino della sonda. Ne resta da fare ancora una, il 27 aprile, quindi il Messenger esaurirà definitivamente il propellente.
Questa è la conferenza di festeggiamento tenuta alla NASA.
Vari membri del Team hanno riepilogato i maggiori successi scientifici raggiunti dal Messenger:
https://youtu.be/ZCclu4c9Yk4 (https://youtu.be/ZCclu4c9Yk4)
Da http://messenger.jhuapl.edu/news_room/details.php?id=281 (http://messenger.jhuapl.edu/news_room/details.php?id=281)
MESSENGER Mission News
April 16, 2015
http://messenger.jhuapl.edu/ (http://messenger.jhuapl.edu/)
NASA Celebrates MESSENGER Mission Prior to Surface Impact of Mercury
NASA's highly successful MErcury Surface, Space ENvironment, GEochemistry, and Ranging (MESSENGER) spacecraft is coming to the end of its operations. Mission engineers predict that the probe -- out of fuel and under gravity's spell -- will impact Mercury on April 30 at more than 8,750 miles per hour (3.91 kilometers per second).
I risultati raggiunti dalla missione
Sito ufficiale (http://messenger.jhuapl.edu/index.html)
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Oggi dovrebbe essere l'ultimo giorno di vita del Messenger.
Secondo le previsioni, si schianterà sulla superficie di Mercurio stasera verso le 21:26, ora italiana.
Dov'è Messenger? (http://messenger.jhuapl.edu/About/Mission-Design.html#final-extended-mission)
Durante l'impatto il Messenger sarà nascosto alla vista da Terra.
Se circa 30 minuti dopo l'orario previsto di impatto, il sistema di antenne non capterà nessun suo segnale, si avrà una preliminare conferma della fine della missione.
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CRASH!!!
Dopo più di 4 anni di "lavoro", durante i quali ha compiuto 4.105 orbite, c'è stata la prevista conferma dell'impatto di Messenger su Mercurio che ora ha un nuovo cratere.
Le future missioni alla volta di Mercurio, come la BepiColombo ESA/JAXA (le agenzie spaziali europea e giapponese - European Space Agency e Japan Aerospace Exploration Agency), compareranno le loro immagini con quelle catturate dal Messenger per determinare con esattezza il luogo dell'impatto.
Il nuovo materiale superficiale esposto dall'impatto del Messenger servirà per capire ancora meglio la composizione del suolo di Mercurio.
Da http://www.jhuapl.edu/newscenter/pressreleases/2015/150430.asp: (http://www.jhuapl.edu/newscenter/pressreleases/2015/150430.asp:)
NASA Completes MESSENGER Mission with Expected Impact on Mercury's Surface
Mission controllers at the Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory (APL) in Laurel, Md., confirmed today that NASA's MErcury Surface, Space ENvironment, GEochemistry, and Ranging (MESSENGER) spacecraft impacted the surface of Mercury, as predicted, at 3:26 p.m. EDT this afternoon (3:34 p.m. ground time).
Mission controllers were able to confirm the end of operations just a few minutes later at 3:40 p.m., when no signal was detected by the Deep Space Network (DSN) station in Goldstone, California, at the time the spacecraft would have emerged from behind the planet had MESSENGER not impacted the surface. This conclusion was independently confirmed by the DSN's Radio Science team, who were simultaneously looking for the signal from MESSENGER from their posts in California...