L'interessante capitolo del libro che si può leggere sul link del messaggero che hai postato getta un po' di luce su un sistema imprenditoriale che strozzato da una parte dai costi sempre crescenti del carburante e dall'altra dal crollo dei prezzi dei biglietti dovuto alla deregulation, attua qualunque mezzo per restare sul mercato.
Si capiscono così le vicende che hanno portato alla chiusura di compagnie aeree anche ben più grandi di Alitalia che pur non essendo stata chiusa non è più quello che era una volta.
D'altro canto l'opinione pubblica aizzata da un giornalismo troppo spesso guidato da interessi di parte, ha per anni gridato allo scandalo per le cifre di denaro pubblico ingoiate dal carrozzone IRI di cui Alitalia faceva parte.
Certo molte spese non avevano una chiara giustificazione ma i livelli di sicurezza che si raggiungevano allora oggi sono una lontana chimera. Mi basta dire che c'é stato un periodo di sottoimpiego per calo della domanda in cui AZ invece di mettere in cassa integrazione il personale viaggiante come si fa oggi, lo mandava a tenersi allenato in addestramento, e ricordo che ci furono dei mesi in cui feci più ore di simulatore che ore di volo.
La cosa certo costava ma evidentemente le leggi del mercato di oggi fanno si che l'opinione pubblica plauda ai piloti in cassa integrazione senza peraltro accorgersi di altri immensi sprechi come il costo della pubblica amministrazione che ingoia ben più alti capitali di quelli che si sperperarono in Alitalia che però così almeno elevava i livelli di sicurezza aumentando la qualità del servizio.
Se la Pubblica Amministrazione fornisse ai cittadini un servizio adeguato al suo costo saremmo il popolo più benestante del mondo !!
............ma tant'é e pare che agli Italiani vada bene così......