Le luci vengono attenuate per abituare le persone presenti a bordo all'oscurità.
In caso di evacuazione dell'a/m uscire nel buio con gli occhi abbagliati non è il massimo.
Il buco che vedi dietro alla fusoliera sotto il timone, e che è presente in quasi tutti gli aerei, è lo scarico dei gas dell'APU. (Auxiliary Power Unit) un piccolo motore a jet che si trova in genere nella coda degli aerei e che serve a fornire una serie di servizi.
Questo piccolo motore di norma ha la presa d'aria alla base del timone di direzione. Ci sono però notevoli differenze tra vari tipi di aerei, alla faccia della standardizzazione, e in giro se ne vedono di tutti i tipi. Il vecchio 727 dell'Alitalia ad esempio, che era nato senza APU aveva avuto una successiva installazione di questo motorino dentro il vano carrello, il che ne limitava l'uso solo a terra.
Chiamarlo motorino in realtà è riduttivo perché si tratta di un vero e proprio motore a reazione anche se molto più piccolo rispetto a quelli che muovono l'aereo. L'APU infatti non partecipa alla spinta ma fornisce solo corrente elettrica e pressione pneumatica. Quando l'aereo si trova a terra con i motori fermi la corrente gliela fornisce il generatore dell'APU, e il condizionamento viene azionato dalla pressione pneumatica fornita dall'APU. Al momento della messa in moto il condizionamento viene fermato perché la pressione pneumatica fornita dall'APU viene utilizzata tutta per far girare le turbine di avviamento dei motori, una sorta di motorini di avviamento che funzionano ad aria compressa. In volo l'APU viene avviato ogni volta che viene a mancare un generatore e/ o una fonte pneumatica, ad esempio in caso di piantata di un motore. Un aereo che ha l'APU guasto o che ne è privo, per avviare i motori, necessita di essere collegato ad una fonte elettrica ed una pneumatica che vengono fornite da appositi generatori disponibili in quasi tutti gli aeroporti.
Quando l'APU non esisteva gli aerei avevano grossi problemi. Il vecchio DC8 ad esempio che ne era privo a terra veniva alimentato da un generatore di corrente e per la messa in moto veniva collegato ad un generatore di aria pneumatica. Fintanto che i motori erano fermi, quindi, il condizionamento non funzionava e l'aereo diventava una specie di sauna specie in posti caldi.
Se finiva per esempio per una emergenza in un aeroporto privo di generatori, poteva avviare il primo motore con un sistema chiamato buster che sfruttando dell'aria compressa contenuta nelle gambe del carrello, insieme con una cartuccia esplosiva, consentiva due tentativi per avviare un motore. Gli altri venivano avviati sfruttando l'energia fornita dal primo motore avviato, che per farcela veniva accelerato quel tanto che basta per dare la pressione pneumatica sufficiente.
Insomma un accrocco che in qualche caso ha finito per bloccare l'aereo in qualche aeroporto sperduto in attesa dei tecnici mandati in aiuto da Roma, il tutto con giorni di ritardo sulla tabella di marcia.
L'introduzione dell'APU è stato un grosso passo avanti per l'aviazione commerciale.