Economicamente interessante è notare come queste grandi imprese vengano ormai progettate solo da altrettanto grandi magnati, "milionari pazzi" un po' visionari, con tanta passione per le sfide e tanti soldi da spendere/investire. Per quanto animati da grandi ideali, certo è che le aziende coinvolte hanno un enorme pubblicità mondiale sotto forma di ritorno di immagine, e possibilmente anche un ritorno di investimenti.
Basti pensare ad
Elon Musk, co-fondatore di PayPal, ora Amministratore Delegato di
SpaceX che al momento offre alla NASA la capsula Dragon, una delle più solide alternative dopo il pensionamento dello Space Shuttle. Nel dicembre 2010 la Dragon è diventata il primo veicolo spaziale ad essere portato in orbita e poi di nuovo a terra da una compagnia privata.
Oppure a
Richard Branson, patron della Virgin Records, poi padrone della scuderia di Formula1
Virgin Racing (con la sua brava
macchina), ora Presidente di
Virgin Galactic, una compagnia che intende offrire (niente meno!) voli spaziali suborbitali per il mercato commerciale.
Ora l'ultimo della lista è
Jeff Bezos che si butta in questa avventura di recupero degli F-1 dell'Apollo.
Come sappiamo, è praticamente il
capo supremo di
Amazon (riveste tutte le cariche top), ma ha anche fondato la
Blue Origin, una compagnia che si prefigge di abbattere i costi di accesso ai voli spaziali, aprendo la strada al grande pubblico.
Tutti e tre hanno sviluppato questa passione per lo Spazio, ognuno a suo modo.
Senza dubbio, tre uomini guidati da un qualcosa
in più.
Il recupero dei motori dell'Apollo 11 non è la prima missione, svolta da imprese finanziate con fondi privati, mirata a riportare in superfice hardware NASA affondato .
La capsula spaziale Liberty Bell 7 di "Gus" Grissom fu recuperata dalle profondità dell'Oceano Atlantico nel 1999 da una società privata.
La Liberty Bell 7, che qui si vede adagiata sul fondo dell'Oceano, fu recuperata il 20 luglio 1999, appena un giorno prima del 38° anniversario del suo affondamento (Oceaneering).
Virgil "Gus" Grissom divenne il secondo astronauta americano a volare nello spazio, a bordo del razzo Mercury "Liberty Bell 7" nel luglio del 1961. Il volo suborbitale durò appena 15 minuti dal
liftoff allo
splashdown. Al ritorno della capsula sulla Terra, il suo portellone si spalancò inaspettatamente e la capsula affondò nell'Oceano, mettendo a rischio la vita stessa di Grissom.
L'esperto di recuperi sottomarini Curt Newport, che guidava la spedizione finanziata dal Discovery Channel, recuperò l'unico mezzo spaziale americano guidato dall'uomo, perduto dopo una missione conclusasi con successo.
Una storica pubblicazione della NASA, "Apollo by the Numbers", racconta che il primo stadio dell'Apollo 11 impattò sull'Oceano Atlantico a 30,212° Nord e -74,038 gradi Est, a circa 670 km a largo della Florida. Le coordinate sono comunque solo teoriche, basate su valutazioni storiche del volo e sui rapporti, successivi al ritorno sulla Terra, circa la traiettoria seguita.
Il 16 luglio 1969 — giorno in cui fu lanciato l'Apollo 11 — una nave tedesca era nei pressi di quelle coordinate e fu investita da una pioggia di frammenti del primo stadio del Saturno V. Un pezzo del booster, lungo circa 30 centimetri, cadde sul ponte della nave.
Jeff Bezos non ha fatto sapere quali risorse abbia usato per limitare il "cono di ricerca" sonar, o come abbia identificato l'effettiva appartenenza del motore all'Apollo 11, dal momento che sul fondo dell'Oceano si trova un'altra dozzina di primi stadi di altri Saturn V, ognuno con 5 motori ciascuno.
Finora trovare i motori sembra essere stato il compito più facile rispetto a ciò che ci sarà bisogno di fare per portarne uno o più in superficie.
Sui forum di collectSPACE.com, nel 2007, si scriveva: "Gli stadi del Saturn possono sicuramente venire ritrovati, ma giacciono in acque profonde, e riportarli su sarebbe un'impresa molto costosa. Nessuno conosce un miliardario?".
Bezos, che finanzia di tasca propria la spedizione, è un miliardario, ma dovrà affrontare altre sfide per recuperare i motori. Se sono ancora intatti, pesano qualcosa come 9 tonnellate ciascuno.
Riportarli in superficie non sarà una cosa semplice.
Wernher Von Braun accanto ai suoi 5 motori F-1 (il 5° è fuori campo, in alto)
Fonti: Bezos Expeditions - Space.com - collectSPACE.com (1) - collectSPACE.com (2) - Wikipedia Dragon - Wikipedia F-1