MI HA SCRITTO DOMENICO ROSSI
Ciao, sono un appassionato di fs9 ho letto su tuttovola.org il tuo indirizzo e così ora vorrei chiederti alcune cose. Sei un pilota reale giusto? ma in atterraggio l'autopilota viene disinserito? e se si quanto prima di arrivare sulla pista?
DATO L'INTERESSE DELL'ARGOMENTO RISPONDO SUL FORUM
La prima risposta è -ni- nel senso che ero un pilota dell'Alitalia sino al 1997. Ora sono in pensione e volo solo con l'FS9. Purtroppo sia le retribuzioni che le pensioni dei piloti sono ben lontane dalle cifre di cui si favoleggia ed anche se mi piacerebbe molto volare per piacere, noleggiare un aereo anche piccolo ha costi che non rientrano nelle mie possibilità.
Quanto all'autopilota la risposta è -dipende-.... Gli aerei da caccia volano a quote bassissime seguendo l'orografia del terreno a velocità elevate, per sfuggire ai radar, e lo fanno in automatico. Per gli aerei civili nell'uso normale l'autopilota ha una quota minima sotto la quale deve essere disinserito. Quando volavo io era 400 ft non so se ora è cambiata. Fa eccezione il caso dell'autoland o atterraggio automatico. Gli autopiloti di ultima generazione possono effettuare questa manovra negli avvicinamenti ILS di categoria 2 o superiore. Un ILS è un apparato radio che guida l'aereo verso una pista con 2 segnali, il Localizzatore che è allineato con l'asse della pista e il glide path o sentiero di discesa. I segnali vengono ricevuti dagli strumenti di bordo che il pilota segue pilotando a mano o con l'autopilota in funzione "Approach" o "Land". Gli ILS sono di categoria 1 , 2 , 3a , 3b , 3c . Più è alta la categoria più l'apparato è preciso. Ogni pista ha dei minimi pubblicati sulle cartine di procedura che dipendono dall'orografia (ostacoli) e dalla precisione dell' ILS. Esempio un ILS di cat 1 in assenza di ostacoli significativi ha i minimi di 200/600 il che significa che per iniziare l'avvicinamento la visibilità orizzontale sulla pista, comunicataci dalla torre, non deve essere inferiore a 600 metri e che seguendo l'ILS giunti a 200 ft di quota sulla soglia pista guardando fuori dovremo "acquisire i necessari riferimenti visivi per completare l'atterraggio in sicurezza" . Per gli ILS di categoria 2 e 3 i minimi sono talmente bassi che è praticamente impossibile pilotare a vista, e quindi l'atterraggio verrà effettuato dall'autopilota. In realtà gli autopiloti sono almeno tre (come sul 747) o due a doppio canale (come sull'Airbus) che lavorano tutti in contemporanea controllandosi a vicenda. In caso di discordanza si stacca tutto si accende una specie di albero di Natale sul cruscotto e cominciano a suonare una serie di avvisi che ricordano le trombe del giudizio. A quel punto a resta solo di riattaccare, cioè dare tutto motore e tirare all'assetto di decollo, risalendo e seguendo la procedura di riattaccata anch'essa pubblicata sulla cartina della pista. Quando ho lasciato la professione eravamo arrivati alla categoria 3b con minimi di 20/100. la Cat 3c che prevede il fatidico 0/0, che vuol dire atterrare ed arrivare al parcheggio immersi nella nebbia senza vedere nulla, non mi risulta che sia ancora stata autorizzata per gli aerei passeggeri. Per effettuare avvicinamenti fino alla cat 3b l'ILS di quella pista deve essere certificato collaudato tarato e frequentemente verificato, l'aereo deve essere certificato e la strumentazione e l'autopilota devono essere controllati dall'equipaggio che dovrà periodicamente effettuare un atterraggio in cat 3b su una pista certificata ma in un giorno in cui ci sia un'ottima visibilità in modo di poter verificare il comportamento dell'aereo. I risultati di questi controlli verranno annotati sul quaderno tecnico di bordo dell'aereo. L'equipaggio deve aver seguito l'addestramento previsto e deve aver acquisito l'abilitazione attestata da un documento emesso da Civilavia e controfirmato dal Capopilota. L'abilitazione va rinfrescata periodicamente sia in linea con atterraggi simulati, ma effettuati con buona visibilità, sia durante i periodici controlli al simulatore.... altrimenti decade. Giunti a questo punto la risposta è -SI- l'autopilota si può tenere sino a terra ma solo in queste particolari condizioni. Nella mia vita lavorativa ho effettuato parecchi atterraggi in categoria 3b immersi in una nebbia che pareva latte, e ti posso garantire che a 20 ft di quota quando guardi fuori con 100 mt di visibilità vedi solo la linea delle luci verdi di soglia pista che ti passa rapidamente sotto e poi vedi le luci della zona di toccata e quelle del centro pista. Quelle del bordo pista non riesci a vederle. In un tale atterraggio l'autopilota porta l'aereo in pista, riduce le manette al minimo, effettua la richiamata e la toccata, e mantiene il centro pista seguendo il localizzatore anche a terra. Se il pilota, in questa condizione, tentasse di atterrare a mano finirebbe sicuramente sul prato con le conseguenze che puoi immaginare. A lui resta solo da dare il reverse e frenare, ma anche se non lo sembra, l'avvicinamento è molto più faticoso di un avvicinamento a vista perché le cose da controllare sono tante e più ci si avvicina a terra e più aumentano. L'equipaggio deve essere pronto in qualunque momento ad effettuare la riattaccata nel caso che anche una sole delle mille cose che devono andare bene non vada come deve. Come vedi il primo scopo di un pilota civile che effettua trasporto per professione, non è portare il passeggero da A a B, quello è il secondo scopo, il primo è portarcelo con la massima sicurezza il che si acquisisce solo con un addestramento continuo ed efficace.