Autore Paul Wilson's Landing Tutorial  (Letto 963 volte)

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Offline Ripley

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Paul Wilson's Landing Tutorial
« il: 04 Giu 2010, 17:08:34 »
Mi è venuta l'idea di uploadarlo qui mentre editavo il thread sul sim di F/A-18 Seven G, perchè da quando lo lessi la prima volta mi si aprì un mondo nuovo a cui non avevo mai pensato, e gli atterraggi divennero magicamente più facili!

Era un periodo in cui mi massacravo con Falcon4 (l'aereo a cui si riferisce questo tutorial è l'F-16), e la tecnica qui spiegata, con l'aiuto di molti screen, non fà altro che....invertire la logica (sbagliata) che molti hanno su come si governa un aereo nella fase dell'atterraggio.
Tra parentesi è quella usata dai veri piloti di F-16 (dice Paul Wilson), e ricorda anche quella che usano gli aerei di linea, che "scendono a naso in su".

Da ricordare: in questa ultima delicata fase dell'approccio si deve pensare ai controlli in maniera totalmente opposta da quello che ci direbbe solitamente l'istinto:
- la velocità si controlla col pitch (per rallentare si alza la prua, per accelerare si abbassa);
- la quota si controlla con la manetta (per perdere quota si riduce il gas, per guadagnarla si aumenta).

Qui potete scaricare il tutorial in oggetto (ed in inglese)
Paul Wilson's Landing Tutorial

Ah dimenticavo! Ovviamente la stessa tecnica la si può applicare/adattare ai nostri aerei ad elica!!
Magari molti di voi già la conosceranno da tempo e/o la metteranno in atto senza nemmeno accorgersene...


Ecco un video di un atterraggio con Falcon BMS alla base di Kunsan che, anche senza citarlo direttamente, usa un sistema molto simile:

« Ultima modifica: 24 Ott 2018, 21:38:10 da Ripley »
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Offline 4stormo_Acasto

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Re: Paul Wilson's Landing Tutorial
« Risposta #1 il: 04 Giu 2010, 18:07:48 »
Ah dimenticavo! Ovviamente la stessa tecnica la si può applicare/adattare ai nostri aerei ad elica!!
Magari molti di voi già la conosceranno da tempo e/o la metteranno in atto senza nemmeno accorgersene...

Perdona ma non sono molto d'accordo, sarà perché io sono per il "via motore, giù il fuso, full-flaps e testata pista fissa in una posizione davanti a me", se capisco di arrivare corto, aumento il numero di giri del motore, se arrivo lungo valuto la necessità di effettuare una riattaccata o quant'altro (nel simulatore posso anche pensare di fare una scivolata d'ala a bassa quota).

Penso la tecnica descritta dal tutorial si presta poco sugli aerei ad elica come quelli che abbiamo nel simulatore, se effettuiamo un buon avvicinamento alla pista (magari contornato da un bel circuito con estrazione di alcuni gradi i flap e se sotto i 270km/h, velocità massima dei carrelli in IL-2, nel tratto finale del sottovento) vedrete che con full-flaps quando abbasserete il muso per scendere in finale la velocità si stabilizzerà a seconda dell'incidenza (con il 109G2-6 mi sembra che con una discesa di 30° non superiamo i 210km/h) e vi garantirà un buon atterraggio.

Quanto descritto dal tutorial lo vedo più adatto ad aerei come il Sabre che per quanto possiamo estrarre, flaps, aerofreni e fazzoletti, in discesa inizierà ad accelerare ... allora la manovra a "muso allinsù" può tornare utile ma, bisognerebbe sapere qual è la velocità utile per ogni aereo e non sgarrare di una briciola... altrimenti fate il botto!







Offline Ripley

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Re: Paul Wilson's Landing Tutorial
« Risposta #2 il: 04 Giu 2010, 20:35:51 »
Ti perdono  :smile:  ma giuro che io questa tecnica l'ho usata più di una volta col BF-109 di IL-2 1946 (e i pochi altri aerei con cui volo/ho volato). È abbastanza sfiziosa, una volta trovato il giusto equilibro. Mica dico che è il modo migliore per atterrare...Poi se si faccia così o meno nella "realtà del volo a elica" non lo so. Sicuramente se si deve perdere quota rapidamente si punta il muso in giù, o si fà una scivolata, e si farà un circuito in più per riallinearsi con la pista.
Sicuramente la tecnica descritta è difficile da attuare se l'atterraggio avviene sotto stress, o per danni subiti durante la missione, o perchè ci sono nemici nei paraggi e si deve atterrare ad ogni costo. E' una tecnica un po' zen che richiede concentrazione e calma.

Ah!!! Tra parentesi (me lo ricordo solo ora) è proprio con 1946 che la usavo quando ero ancora una pippa ed usavo le visuali no-cockpit...Ora la differenza è che non uso più quelle visuali ma sono rimasto una pippa!!

In quella modalità si attiva un "pallino" che balla un po' al centro dello schermo e si muove su e giù (forse c'è su tutti gli aerei o forse no, non ricordo, proverò a trovare uno screen), in pratica è esattamente un FPM, o Flight Path Marker, che ti indica la direzione effettiva dell'aereo (che non necessariamente è lungo il suo asse longitudinale).
Questa "feature" è anche chiaramente documentata ed etichettata come una cosa "non storica", ma che può avere il suo perchè in contesti, appunto, un po' più arcade.
Per esempio appontare su una portaerei di 1946 usando questo FPM e la tecnica descritta da Paul Wilson, è un gioco da ragazzi.

...bisognerebbe sapere qual è la velocità utile per ogni aereo e non sgarrare di una briciola... altrimenti fate il botto!

Qui ti sbagli.
La cosa sfiziosa di usarla in Falcon è proprio questa: invece di "partire mentalmente" dalla giusta velocità di approccio alla pista (che dipende anche dal peso del carburante e delle armi ancora a bordo), si posiziona semplicemente il FPM in testata pista, e si tiene fermo su quel punto.
Giocando di manetta e di joystick come dice il tutorial, la velocità corretta per l'atterraggio (e per il tuo peso/loadout di quel momento) si "aggiusta" da sola, e non te ne devi preoccupare.

Vabbè, comunque alla fine la cosa importante è mettere le ruote per terra!!
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Offline Er_Gambino

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Re: Paul Wilson's Landing Tutorial
« Risposta #3 il: 05 Giu 2010, 13:38:26 »
Grande ministro e grande paul wilson ... ci ho imparato a volare l'f-16 pure io con quei consigli ...

e questo è un motto che ho trovato in uno dei manuali di volo di un jet privato scaricato per x-plane

Citazione
When power is Variable, Power controls airspeed.
When power is fixed, Pitch controls airspeed.
Remember this and flying airplanes will be much easier.
Helicopters are another matter.

 :dance1: :dance1: :dance1:

certo è ovvio che gli aerei a pistoni sono parecchio diversi da quelli a reazione e la risposta del motore è l'evidenza principale ma i principi del volo quelli sono come dici te
Citazione
se capisco di arrivare corto, aumento il numero di giri del motore, se arrivo lungo valuto la necessità di effettuare una riattaccata o quant'altro

certo ... se pesi 150kg o 12 tonnellate le cose cambiano ... i tempi di reazione soprattutto  :sarcastic:

pensa a far atterrare lo shuttle da fuori l'atmosfera senza motori solo in planata ... e non è un ultraleggero  :lol:
« Ultima modifica: 05 Nov 2015, 21:40:59 da Ripley »
:skull: :skull: :skull:

- Vertebra is my copilot and he shoots "cesso" pieces -

 


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