Autore Rientro dalla ISS a Cape Canaveral col DGIV  (Letto 7743 volte)

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Offline Ripley

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Rientro dalla ISS a Cape Canaveral col DGIV
« il: 17 Ott 2010, 19:37:07 »
23 luglio 2016 - Tutorial in fase di revisione finale! Info quasi completamente affidabili (99,99999999999999%).


Ci ho messo un po' a capire come fare, mi potevo impegnare di più, come mi dicevano i prof a scuola, però sono appena ritornato sano e salvo per la prima volta a Cape Canaveral col DGIV, partendo dalla ISS, che soddisfazione!!
Oh yeah!  :dance1:
...E per pigrizia (e scarsa fiducia nella riuscita) non avevo neanche collegato joystick e manetta, e invece...!!

NOTA1: Il DGIV di cui parlo in questo tutorial è quello scaricabile dal sito di DanSteph, non il DeltaGlider di default di Orbiter.

NOTA2: quando faccio riferimento al "display del DGIV", intendo il piccolo schermo al centro del pannello strumenti principale col logo della "SPACETECH SYSTEM".
Questo display è il "FC BACKUP DISPLAY" (FC sta per Flight Computer), cioè il display di backup del "MAIN FLIGHT COMPUTER" che troviamo sul pannello inferiore. In pratica è un suo semplice "ripetitore".
Questo display visualizza diverse schermate di dati, in base al comando impartito da tastiera.
Naturalmente, molti di questi dati ci saranno utili durante il rientro. Vediamo come impostare le principali schermate:

DG_FCBKDisplay.jpgRientro dalla ISS a Cape Canaveral col DGIV
Comando
D1
D2
D3
D4
D5
D6
D7
D8
D9
-
 -
 -
 -
 -
 -
 -
 -
 -
 -
  Schermata
 Program Display
 Deorbiting Display
 Reentry control Display
 Electrical system Display
 Cabin life data backup Display
 Check vessel state Display
 Programs shortcut setting
 Calculator Display
 Antenna / data transfer

Il display di backup del Flight Computer e le sue schermate.
Quelle sottolineate sono quelle che ci serviranno.


I comandi da dare al computer di bordo devono essere digitati nel formato "d65", dove le lettere sono quelle della tua tastiera reale, ed i numeri quelli sulla sua parte superiore, non quelli sul tastierino numerico.


Tastiera_small.pngRientro dalla ISS a Cape Canaveral col DGIV


Qualsiasi comando impartito ai piloti automatici (come la variazione dell'angolo di attacco o di rollìo durante il rientro) DEVE invece essere digitato sul tastierino numerico.

Sono esclusi gli stessi codici di pilota automatico come, per esempio, "PRO104SPEC40": questi possono essere digitati sulla tastiera, ed i numeri ancora una volta sono quelli sulla parte alta della tastiera, non quelli sul tastierino numerico.
Per digitare il programma in esempio ("PRO104SPEC40"), puoi usare la forma abbreviata "P104S40".
Alternativamente, puoi cliccare sui corrispondenti pulsanti della tastiera del MAIN FLIGHT COMPUTER, sul pannello strumenti inferiore:




DG_comp_keyboard.jpgRientro dalla ISS a Cape Canaveral col DGIV

Pulsante
CLR
EXE
ENT
PRO
SPEC
STOP
DISP

-
 -
 -
 -
 -
 -
 -
 -

Tastiera
C
E
Enter
P
S
Spazio
D

Corrispondenza tra pulsanti del computer di bordo e tastiera reale


Per qualsiasi altro problema o dubbio sull'operatività del DGIV puoi fare riferimento al suo MANUALE IN ITALIANO (DGIV_Documentation_ it.pdf)

La documentazione (inglese/francese/italiano, quest'ultima tradotta da me e inclusa nella distribuzione ufficiale) si trova anche nella vostra cartella ..\Doc\DeltaGliderIV\res.
Se non dovessi trovare questo file, molto probabilmente significa che non hai ancora scaricato l'ultima versione del DGIV.


Per seguire questo tutorial potrai lanciare sia lo scenario "Docked to ISS" (DeltaGliderIV -> Earth Scenery) che un qualunque altro scenario: basta che tu sia in un'orbita bassa intorno alla Terra ad una quota di circa 300 Km (LEO).
Inoltre ti serviranno AerobrakeMFD (thread) e BaseSyncMFD (thread).
Per i link e l'installazione, fà riferimento al paragrafo "MFD e MODULI (apparentemente) INDISPENSABILI" del nostro thread principale su Orbiter, nonchè alla sottosezione I Multi Function Display (MFD).

Naturalmente gli MFD vanno attivati dalla scheda "Modules".



CONFIGURAZIONE NAVE PRE-RIENTRO


Ed ora, vediamo cosa si deve fare per preparare il nostro DGIV ad un rientro atmosferico:

  • Premi "CTRL+D" per lasciare la ISS (undock) e premi il tasto "K" per chiudere il cono di prua.
  • Object_Info.jpgRientro dalla ISS a Cape Canaveral col DGIV
    Mentre ti allontani lentamente dalla ISS, questo potrebbe essere il momento giusto per impostare nel COM/NAV MFD le frequenze ILS e VOR di Cape Canaveral: ci serviranno più tardi per approcciare la pista.
    Premi "CTRL+I" per aprire la finestra "Object info". Seleziona "Spaceport" e "Cape Canaveral" dai due menù superiori, e verranno visualizzati i dati della base. Dopo le sue coordinate, sotto la voce "VTOL support" trovi le frequenze dei pad per atterraggio/decollo verticale, sotto la voce "Runways" trovi le frequenze delle piste, e come ultima voce c'è la frequenza del VOR.
    Apri il COM/NAV MFD e, se atterrerai su una pista, sintonizza il NAV1 sulla frequenza della pista 33/15 (quella più lunga, da 5.130m, 134.20 MHz): ti basterà cliccare qualche volta sui 4 pulsanti [>>], [>], [<<] o [<] per sintonizzarti sulla frequenza ILS 134.20. Se invece vorrai fare un atterraggio verticale, sintonizza il NAV1 sulla frequenza di uno dei pad che risultano diponibili (free).
    Clicca quindi sul pulsante [SL+] per passare sul NAV2 e allo stesso modo, sintonizza la frequenza VOR 112.70 (il range di frequenze del COM/NAV MFD va da 108.00 a 139.95).
    Tralasciamo la frequenza del Transponder (XPDR) e chiudiamo la finestra "Object info".
  • IMPORTANTE! Prima di rientrare in atmosfera si deve configurare correttamente la nave sia dal lato aerodinamico (far rientrare cioè tutte le superfici mobili come i radiatori, l'antenna, il cono di prua, le porte retro/hover, ecc., per evitare che vengano strappate via, con la conseguente distruzione della nave) che dal lato operativo/funzionale (impostare i controlli di volo, bloccare la pressione idraulica ai carrelli, addirittura attivare il segnale "allacciare le cinture di sicurezza", ecc.).
    Digita quindi il comando "d65" per lanciare la checklist di pre-rientro e verificare la configurazione attuale della nave. Il display del computer di bordo ti dirà tutto ciò che devi mettere a posto prima del rientro: eccesso di peso, cono di prua aperto (ma dovremmo già averlo chiuso), portelli Retro e/o Hover aperti, radiatore, antenna (tutti sul pannello inferiore), controlli di volo non su ATM AUTO (pannello centrale), pressione idraulica carrelli non su LOCK (pannello superiore).

DGIV MFC d65 check.pngRientro dalla ISS a Cape Canaveral col DGIV

La checklist di pre-rientro (d65) ci dice cosa dobbiamo ancora configurare correttamente

  • C'è molto tempo, quindi fai tutto con calma. Per prima cosa devi scaricare il carburante in eccesso e portare il peso della nave sotto i 19.000 kg, altrimenti il pilota automatico di rientro non funzionerà correttamente. Imposta il selettore rotativo del mini-display (HUD MODE) sul modo 2, dove puoi vedere il tuo peso (Vessel Mass:.....Kg), quindi vai al pannello strumenti inferiore ("CTRL+freccia giù"), e sulla sinistra, nella sezione "FUEL & ENGINE SYSTEM", clicca su [MAIN FUEL DUMP] per aprire la valvola e scaricare il carburante all'esterno.
  • Mentre si scarica il carburante e sei sul pannello inferiore, cerca in basso a sinistra i due interruttori per chiudere i portelli Retro e Hover (sezione THRUSTER DOORS). Clicca i due interruttori col mouse sinistro per chiuderli.
    Se ora lanci di nuovo la checklist ("d65") vedrai che le loro due voci sono sparite. Nota però che è apparso il nuovo messaggio "Fuel dump or X-feed not CLOSED", proprio perchè stai scaricando il carburante.
  • Mentre sei ancora sul pannello inferiore, chiudi il radiatore e l'antenna (questo potrebbe essere necessario solo se NON sei partito dallo scenario di default "Docked to ISS", dove radiatore e antenna sono già chiusi). I loro interruttori sono rispettivamente nella sezione "EXT RADIATOR" (a destra della tastiera del "MAIN FLIGHT COMPUTER", clicca su "RET"), e nella sezione "LONG RANGE ANTENNA" (sotto alla tastiera del "MAIN FLIGHT COMPUTER", clicca su "STW").
  • Torna al pannello strumenti centrale ("CTRL+freccia su"), e tenendo sempre un occhio sul peso raggiunto, clicca col mouse destro sul selettore "SHIP CTRL" per portarlo su "ATM AUTO".
  • Premi ancora "CTRL+freccia su" e passa al pannello strumenti superiore dove dovrai cliccare sull'interruttore "HYD PRESS" nella sezione "GEAR".
  • A questo punto, se il peso raggiunto è sotto i 19.000 kg, torna al pannello strumenti inferiore e chiudi la valvola [MAIN FUEL DUMP].
    Lancia ancora la checklist ("d65") e se hai fatto tutto correttamente dovresti sentire il messaggio "Configuration correct". Se così non fosse, segui le indicazioni del display per mettere a posto quello che manca.
  • Vai sul pannello centrale e reimposta il selettore rotativo del mini-display (HUD MODE) sul modo 1. Questa modalità ci servirà per visualizzare e gestire la velocità verticale di discesa ("VertSpeed"). Lo stesso parametro si trova anche sulla destra del Surface MFD ("VS m/s")

DGIV MFC D65 OK.pngRientro dalla ISS a Cape Canaveral col DGIV

Nave correttamente configurata per il rientro


SCEGLIERE SE ATTERRARE DI GIORNO

Bene, ora possiamo occuparci del rientro.

  • Ora apri il BaseSync MFD ed il Map MFD. Imposta la base di destinazione come target di entrambi gli MFD. Premi il pulsante [TGT], e seleziona dal menù o digita "cape canaveral" e conferma con "Invio".
  • Su BaseSync MFD premi il pulsante [E/D] (sul lato sinistro del MFD) per impostare il modo DIRECT, e fare in modo che la linea tratteggiata blu (la linea dei Nodi) sia perpendicolare alla linea gialla. In alto sul MFD deve esserci scritto "Closest passage". Se così non fosse, premi il pulsante [ENC] (Encounter) più volte finchè non appare la scritta.


BS30.pngRientro dalla ISS a Cape Canaveral col DGIV


  • BaseSync MFD visualizza le tue n orbite future (fino a 99), ma per questo rientro impostiamole ad un massimo di 8. Eventualmente, imposta questo valore cliccando sul pulsante "NUM". Tra queste 8 orbite, solo una (quella evidenziata) sarà quella che avrà meno scostamento laterale rispetto alla verticale della tua base target.
  • Se vuoi arrivare sulla base con la luce del giorno, dovrai ragionare un attimo e fare due calcoli!
    Un algoritmo di massima potrebbe essere il seguente: il nostro periodo orbitale a questa quota è di circa 90 minuti (un'ora e mezzo). Questo significa che 8 orbite si percorrono in circa 12 ore.
    Se orbitiamo in attesa fino a che la base target è al centro della "fascia notturna" (cioè, per la base restano ancora 6 ore di buio, equivalenti a 4 nostre orbite), e BaseSync evidenzia un'orbita dalla 5a in poi, possiamo deorbitare su quell'orbita e arriveremo sicuramente di giorno.

BaseSyncMFD e MapMFD.pngRientro dalla ISS a Cape Canaveral col DGIV

NOTA: il seguito del tutorial non prende in considerazione l'orario sulla base di atterraggio.


ALLINEAMENTO CON LA BASE TARGET

  • Centra il display del MAP MFD su Cape Canaveral, e zooma un po' per vedere meglio dove passa la tua traiettoria rispetto alla base (zoomare su questo MFD, tra l'altro, aiuta gli fps). Se al centro del MAP MFD c'è la tua nave (GL-01) devi disaccoppiare il suo tracciamento premendo il pulsante [TRK] e poi potrai muovere liberamente la mappa con i pulsanti [UP], [DN], [<] e [>].

Map_MFD_target_CC.pngRientro dalla ISS a Cape Canaveral col DGIV

  • Accelera il tempo (premi "T") per avvicinarti al Nodo più vicino (i Nodi sono indicati dalla linea tratteggiata sul BaseSync MFD), ma ritorna ad 1x (premi "R") quando sei ancora ad una certa distanza PRIMA del Nodo.
  • Ora, nella colonna di dati in alto sulla destra di BaseSync MFD (sotto alla scritta "Direct"), guarda se la riga PlC (Plane Change) termina con un (+) o con un (-), e orientati di conseguenza cioè, rispettivamente, Normal+ o Normal-.
  • Quando stai per arrivare sul Nodo (il parametro Tn indica i secondi mancanti) accendi i motori principali per ridurre lo scostamento laterale dalla base - evidenziato dal parametro Dist - sulla riga bianca (vedi Nota).
    Sarà difficile (e anche un po' inutile) far arrivare il valore esattamente a zero, prova comunque a portarlo al minimo, ma senza dannarti troppo.
    Potrai vedere sul Map MFD la tua traiettoria avvicinarsi alla base. Contemporaneamente osserva anche il valore RIn (nell'angolo in alto a destra di BaseSync MFD) che invece dovrebbe arrivare a zero. Rifinisci la manovra con i propulsori lineari (premi "/" sul tastierino numerico fino a quando senti la voce del computer di bordo dire "translation", poi premi "6" o "9", sempre sul tastierino numerico).
    Se non riesci subito in quest'intento, aspetta il passaggio sul Nodo successivo e ripeti la manovra.

    Nota: per sapere quando esattamente accendere i motori, basta attendere che il valore Tn (Time to Node, secondi mancanti al nodo) sia uguale a metà del valore PlC (Plane Change, durata in secondi dell'accensione), in modo che l'accensione sia fatta "a cavallo" del Nodo, metà prima e metà dopo.

Nelle immagini seguenti, ecco come si dovrebbero presentare (all'incirca) i due MFD ad allineamento concluso:

BaseSyncMFD e MapMFD 2.pngRientro dalla ISS a Cape Canaveral col DGIV


IMPOSTAZIONE DEORBITA

  • Ora chiudi il Map MFD e apri al suo posto l'Orbit MFD. Su questo premi i pulsanti [PRJ] (per impostarlo su PRJ SHP) e [DST] (per leggere PeA, ApA, ecc...).
  • Prima dell'accensione di deorbita devi avere la minima eccentricità orbitale. Controlla quindi il valore di Ecc sull'Orbit MFD e, nel caso non fosse a zero, regolalo di conseguenza quando passi sull'Apogeo o sul Perigeo.
    NOTA: con IMFD puoi circolarizzare automaticamente l'orbita con 3 soli click, premendo in sequenza i pulsanti
    "MNU", per aprire il menù principale;
    "Orbital <", per accedere alle manovre orbitali, in cui la circolarizzazione "CIR" è già selezionata di default;
    "AB <", per l'attivazione dell'Auto-Burn.
  • Accelera il tempo a 100x fino a quando la riga evidenziata sul BaseSync MFD è sulla prima linea in alto, poi torna a 1x per programmare la de-orbita.
  • Clicca su [DEO] (in basso a destra sul BaseSync MFD) per aprire il display di de-orbita: clicca sul pulsante [ANG] e digita "0.7" (col punto!), clicca sul pulsante [ANT] e digita "38" (se con 38 "arrivi corto", prova successivamente con 37, o anche 36...io mi trovo meglio con 37), quindi clicca sul pulsante [ALT] e digita "80". Conferma ogni inserimento con "Invio".
    Ora hai una soluzione di de-orbita corretta per la tua quota attuale.


ACCENSIONE DI DEORBITA

  • Come ti avvicini al punto di deorbita, indicato sul BaseSync MFD dalla linea bianca, attiva il "Deorbiting Display" del DGIV (digita "d2" sulla tua tastiera) e orientati RETROGRADE per prepararti alla manovra. Assicurati di essere ad 1x prima dell'accensione!
  • Se lo HUD ti impedisce di leggere bene il Deorbiting display, puoi premere "H" per cambiarne momentaneamente la configurazione (magari è sufficiente impostarlo in modalità "DOCK"), oppure puoi premere "CTRL-H" per disattivarlo del tutto.
  • Apri le Retro Doors perchè ti serviranno sicuramente gli RCS lineari per raffinare la manovra, dopo aver usato i motori principali.
  • Non appena l'indicatore di posizione della tua nave si sovrappone alla linea bianca sul display del BaseSync MFD, accendi al massimo i motori principali per l'accensione di deorbita, la cui durata è indicata dal valore "BT" (Burn Time).
    Tieni gli occhi fissi sull'angolo di rientro (Reentry angle prediction) sul "FC BACKUP DISPLAY", che per un po' sembrerà non reagire e rimarrà immobile sullo zero, ma non appena il tuo Perigeo entrerà a contatto con l'atmosfera, aumenterà molto velocemente, quindi tieniti pronto a spegnere istantaneamente i motori.
  • Ferma i motori il più vicino possibile a 0.700° (uno dei tre valori che hai appena inserito). Ora ti serviranno gli RCS lineari per rifinire l'accensione. Centra esattamente il valore per ridurre il margine finale di errore.
  • Spegni il display di de-orbita premendo ancora il pulsante [DEO], e accelera il tempo fino a quando sei vicino al nodo finale che si trova a 90° prima del target. Ora hai l'ultima occasione per annullare lo scostamento laterale residuo con la base!
    Se lo avevi spento prima, riattiva lo HUD ("CTRL-H") e configuralo in modalità ORBIT. Orientati nuovamente Normal+ o Normal- (come indicato da PlC) e accendi i motori fino a che il valore DIST sulla riga evidenziata (la prima riga) non sia più vicino possibile allo zero.
  • Ricordati di chiudere nuovamente le Retro Doors e di riportare il selettore rotativo SHIP CTRL su "ATM AUTO".

Fatto quest'ultimo allineamento con la base, il BaseSync MFD non ci serve più.
Attiva al suo posto l'Aerobrake MFD ed imposta anche su questo MFD il nostro target, cioè "cape canaveral".


VERSO L'INTERFACCIA DI RIENTRO

  • Abbiamo ancora molta quota da perdere, e ora possiamo risparmiare qualche minuto accelerando il tempo e riportandolo ad 1x poco prima di raggiungere i 100km di quota.
  • Ora configura lo HUD in modalità SRFCE (surface, superficie) premendo "H", orientati PROGRADE e dopo aver attivato i propulsori RCS rotazionali (tasto "/"), livella manualmente e cabra fino ad un pitch di 40° (su OF dicono che il pilota automatico spreca una grande quantità di carburante in questa fase, quindi si preferisce fare questa manovra manualmente).
  • Digita "d1" sulla tua tastiera per tornare al programma di visualizzazione sul "FC BACKUP DISPLAY", quindi premi "c" per scaricare dalla memoria il programma precedente (il display visualizza "Command executed. Program unloaded" o anche "ERROR. Invalid key". Vanno bene entrambe le frasi).
    Ora imposta il pilota automatico di rientro PRO104SPEC40 digitando "p104s40" e confermando con "Invio" (il display visualizza le impostazioni relative), quindi digita "e" per mandarlo in esecuzione: sentiremo finalmente la voce del computer di bordo dire "Reentry Autopilot engaged. Please check vessel state". L'autopilota imposta e mantiene automaticamente un angolo di attacco di 40°. In questa fase l'autopilota limita l'eventuale accelerazione temporale a 10x. A circa 94 km di quota la bloccherà ad 1x.
  • Come ci ha appena ricordato il computer di bordo ("Please check vessel state"), controlla di nuovo la checklist di rientro ("d65") perchè avremo usato sicuramente gli RCS (per annullare l'eccentricità, etc.) ed avremo spostato senza pensarci il selettore SHIP CTRL da ATM AUTO ad altre posizioni. Correggi gli errori di configurazione e di assetto fino a sentire nuovamente il rassicurante din-don ed il messaggio "Configuration correct". Solo a questo punto premi "d3" per visualizzare il "Reentry control Display", indispensabile per tenere d'occhio la temperatura che raggiungerà il tuo scudo termico durante le "fasi calde" del rientro.


RIENTRO IN ATMOSFERA - FASE CALDA

  • Aspetta fino a che non sei ad un'altitudine di 70km. Ora le cose si fanno interessanti: siamo alla cosiddetta "interfaccia di rientro" e inizierai a sentire il rombo dell'attrito con l'atmosfera e a controllare manualmente la discesa!
    Se serve digita di nuovo "d3" per visualizzare il "Reentry control Display".
  • IMPORTANTISSIMO! Osserva la tua attuale velocità verticale ("VertSpeed") sul mini-display. Se preferisci usare uno strumento più familiare a noi piloti d'aereo, puoi attivare il Surface MFD al posto dell'OrbitMFD: anche questo MFD infatti visualizza la Velocità Verticale ("VS m/s").
    Mantieni il rateo di discesa più vicino possibile a -70 m/s di velocità verticale premendo i tasti "2" e "8" del tastierino numerico. Così facendo, terrai sotto controllo la temperatura dello scafo.
    Premendo "8" picchierai, abbassando la prua: le ali generaranno più portanza e si ridurrà la velocità verticale (attenzione però a non abbassarla troppo: a queste velocità potresti rimbalzare sugli strati più densi dell'atmosfera come un sasso sull'acqua e rovinare definitivamente la deorbita). Premendo "2" invece cabrerai, alzando la prua: le ali genereranno meno portanza e scenderai più velocemente.
  • Se l'accensione di deorbita è stata precisa e senza errori, Aerobrake MFD mostrerà il punto previsto di impatto, che corrisponderà quindi alla base target.
    In questo momento Aerobrake MFD dovrebbe visualizzare la circonferenza della superficie terrestre, e tre raggi: una indica la tua posizione corrente, una (grigia, col "+") il tuo punto d'impatto e l'ultima (gialla, col "+") è la base. Se riusciamo a sovrapporre queste due ultime rette, arriveremo dritti sulla base. Puoi premere il pulsante [CNT] (Center) per cambiare il riferimento centrale di Aerobrake MFD, e i pulsanti [Z+] e [Z-] per zoomare la visuale.
  • Il "Reentry control Display" al centro del pannello indica la pressione atmosferica (AtmPress): più è alta la pressione, più sarà efficace il tuo profilo alare, quindi, man mano che scendi, ti troverai ad abbassare sempre di più il muso.

NOTA: l'autopilota di rientro del DGIV attualmente varia i suoi input (angolo di attacco, angolo di rollìo) in step di 5° ogni volta che premi "2" o "8" (oppure "4" e "6"). Questo step è troppo ampio per permetterci il controllo millimetrico che dovremmo avere, e dovrai quindi ripetutamente muoverti avanti e indietro tra due valori contigui per mantenere la giusta velocità.
Se la velocità verticale aumenta oltre i -90 m/s (cioè -100 m/s o più), il calore dello scafo salirà drasticamente nel giro di poco, e se noti questo aumento di calore probabilmente sarà già troppo tardi per risolvere il problema. Al contrario, se la velocità verticale diminuisce rispetto ai -60 m/s (-50 m/s, -40 m/s ecc.), si abbassa anche la temperatura.
Lo scopo è tenerla costantemente in un range tra -60 m/s e -80 m/s, e saremo su una traiettoria di discesa abbastanza buona.

Diverso tempo fa, durante la Beta del nuovo DGIV, avevo chiesto a Dansteph se poteva aumentare la precisione di questo autopilota, sembrava che ci fosse spazio per un miglioramento. Gliel'ho ricordato giusto ieri (11/8/2013) sul suo forum, ma ha risposto che per ora non può promettere nulla e ha chiuso il topic.

  • A questo punto, fai molta attenzione all'Aerobrake MFD: questo è tutto ciò che userai per l'approccio finale al target. Premi i pulsanti [PRJ] e poi [PG] finchè la linea superiore a sinistra non indica "AerobrakeMFD Graph/Map". Osserva la griglia in alto a destra: questa mostra la tua base target (il quadratino al centro), ed ogni altro quadrato grigio corrisponde a circa 120 km sulla superficie terrestre.
    Se la nostra procedura di deorbita è stata perfetta, dovremmo anche vedere la nostra traiettoria che punta dritta sul target, come nell'immagine seguente. Il nostro punto di impatto è naturalmente il punto in cui la traiettoria termina.

AeroBrake_deorbita_ok.pngRientro dalla ISS a Cape Canaveral col DGIV

  • Premendo il tasto "8" (tastierino numerico) estenderai ulteriormente la tua planata ed allontanerai il tuo punto di impatto, cioè dove colpirai la terra se mantieni costante il tuo AoA per il resto della discesa. Premendo invece "2" ridurrai la lunghezza della tua planata portando il punto di impatto più vicino alla tua posizione.
    Se la tua posizione fosse ancora al di fuori della griglia, regola il tuo assetto (abbassa la prua) in modo da portare il tuo punto di impatto proprio sopra la base, o poco prima/dopo di essa.
    Se invece la griglia fosse completamente attraversata dalla linea diagonale della tua traiettoria, significa che sei "lungo" e devi cabrare un po' (alzare la prua).
    Se la tua traiettoria è spostata lateralmente rispetto alla base target, premi "4" o "6" sul tastierino numerico per imbardare dal lato corrispondente. Mantieni l'angolo di bank (anche di 90°) per qualche secondo. Quando ti livellerai di nuovo, la tua traiettoria sarà cambiata.
  • Regolando l'assetto della nave, oltre naturalmente a modificare il nostro punto di impatto futuro, agiamo direttamente sul controllo istantaneo della temperatura dello scafo, che deve restare entro i limiti, pena la nostra distruzione! Questa è la fase più delicata e pericolosa del rientro atmosferico.
    La priorità ora è (indipendentemente dalla "lunghezza" della traiettoria mostrata da Aerobrake MFD) di continuare a controllare la temperatura mantenendo il giusto rateo di discesa.
    Per questo motivo è importante essere molto precisi prima e durante la manovra di deorbita.

DGIV_hot.jpgRientro dalla ISS a Cape Canaveral col DGIV

  • A 53 Km di quota il computer di bordo emette il suo din-don e ci avverte col messaggio "Flight Control: Atmospheric mode" che i controlli di volo sono in modalità atmosferica. Ora puoi reimpostare le RETRO DOORS e le HOVER DOORS su AUTO e riattivare la "Gear Hydraulic Pressure".
  • Continua la discesa, aggiustando costantemente la traiettoria, fino a che la velocità non sarà scesa a circa 2 km/s (Mach 6).


DOPO LA FASE CALDA

Il peggio è passato! Se non ti sei disintegrato fino a qui, complimenti, ma non abbassare ancora la guardia! Il volo spaziale è una cosa complessa.

  • A 32 Km di quota il computer di bordo visualizza il messaggio "Air intake auto opening" per informarci che si sono aperte le prese d'aria del motore e che l'atmosfera inizia a farsi decisamente più densa.
  • Gradatamente durante il rientro avrai abbassato sempre di più la prua, ed ora devi solo continuare a scendere per avere aria più densa con cui sostentarti per percorrere gli ultimi chilometri che ancora ti dividono dalla base. Con l'esperienza riuscirai a calcolare a occhio se sei troppo alto e sei quindi arrivato lungo, o viceversa. In base a questo, decidi se picchiare o cabrare.
  • Aerobrake MFD ha fatto il suo lavoro e non ci serve più. Al suo posto possiamo riaprire il MAP MFD, su cui, se zoomiamo molto, vediamo con maggior dettaglio la parte finale della nostra traiettoria di approccio.
  • Ora dovrai attivare anche l'MFD per il tipo specifico di atterraggio che intendi fare (HSI MFD per atterraggio su pista, VOR/VTOL MFD per atterraggio verticale).
    Molto probabilmente faremo un avvicinamento con l'ILS, quindi ci servirà il primo.
    Il "nastro graduato" orizzontale che scorre sulla parte superiore dell'HUD (in modalità "SRFCE") ti mostra la rotta, e sotto di essa c'è un puntatore - due triangolini affiancati - che ti indica la direzione della base (ma NON l'orientamento della pista d'atterraggio!). Quel puntatore indica il target che abbiamo impostato a suo tempo nel MAP MFD.
  • Ora fai attenzione perchè la prossima fase ti sembrerà un po' caotica. Verso i 25km di quota dovremmo avere raggiunto una velocità sufficientemente bassa (sotto al km/s). Disattiva l'autopilota premendo il tasto "c". Senza controllo, la prua della nave probabilmente inizierà subito a picchiare. Premi ripetutamente il tasto "Canc" per regolare il trim a cabrare, poi imposta il selettore rotativo "SHIP CTRL" su ELEVON & GEAR (il display "SYSTEM MESSAGE" visualizza XXXXXXXXXX), perchè se lo lasci su "ATM AUTO" la modalità di controllo del RCS potrebbe cambiare in modo, per l'appunto, automatico, e potresti ritrovarti a bassa quota in un mattone volante, e questo non è un bene! Se serve, dai anche un po' di motore.
    (memo: la sequenza degli eventi a questo punto non mi è del tutto chiara, è ancora da testare. Più che altro è una situazione molto fluida in cui si deve reagire velocemente ai vari casi in cui ci si viene a trovare, e non è facile procedurizzarli tutti. Mi è capitato una volta di "cadere come un mattone" (e non fu un bene), forse il computer di bordo non sapeva decidere se restare su ATM AUTO o switchare su altre modalità...boh! Sto facendo dei test per arrivare ad una soluzione buona per tutte le stagioni.)

A questo punto, se siamo arrivati "corti" e abbiamo mancato la pista di qualche Km (o anche qualche centinaia di Km), dobbiamo iniziare a dare motore, ma proprio a causa della densità atmosferica a questa quota stiamo molto attenti a non darne troppo altrimenti ci surriscalderemo molto velocemente. D'altronde siamo ancora molto veloci.
Ricorda che ora sei in atmosfera e voli come su un normale aereo, quindi non resta altro da fare che allinearti alla pista e atterrare (devi comunque conoscere i vari comandi del DGIV, tipo trim, aerofreni, freni, ecc...).

Indipendentemente dal tipo di atterraggio che andrai a fare, se ti manca molta strada puoi usare due utili piloti automatici:
  • PRO110SPEC0 autopilota di volo atmosferico
    • tasti 1 e 3 per regolare la velocità (velocità minima 250 m/s)
    • tasti 2 e 8 per la quota
    • tasti 4 e 6 per la rotta (step di 10°) - 7 e 9 per la rotta (step di 1°)
  • PRO400SPECnn autopilota per il mantenimento costante della velocità di approccio (dove nn è la velocità da tenere)
    • tasti 1 e 3 per regolare la velocità (velocità minima 0 m/s - richiede "RETRO DOORS" aperte)
Tutti i tasti sono quelli del Tast. Num.
Trovi comunque queste istruzioni operative sul "FC BACKUP DISPLAY", premendo "d1".

Inizia a prepararti per l'atterraggio: se stai facendo un atterraggio su pista continua col prossimo punto, se invece stai facendo un atterraggio verticale saltalo e vai all'ultimo...o magari prova a fare prima l'uno e poi l'altro...


ATTERRAGGIO SU PISTA

Ricordi le frequenze che abbiamo impostato all'inizio sul COM/NAV MFD?

  • Checklist pre-atterraggio - Hydraulic Pressure ON
  • Ora devi aprire l'HSI MFD, e sintonizzare i suoi indicatori NAV1 e NAV2 indifferentemente uno sul radiofaro VOR della base, e l'altro sull'ILS della pista.
    La portata del VOR è di 500 km, quindi serve per visualizzare da lontano la direzione generale in cui si trova la pista quando ci si è un po' persi; se hai fatto una deorbita ed un approccio perfetti non ti servirà.
    L'ILS, che si attiva da solo quando siamo a 30 km dalla pista, ci fornisce il corridoio di discesa e ci guida fino alla testata pista.
    Non ti resta che intercettarlo, allinearti e seguirlo fino a terra. Mantieni una velocità di 180-200 m/s.
    Quando tocchi terra, potrai aiutarti a frenare con i retrorazzi, premendo il tasto "-" del tastierino numerico, avendo avuto cura di aprire prima le "RETRO DOORS".


ATTERRAGGIO VERTICALE

Lo puoi tentare solo se hai almeno più di 1.000 kg di carburante residuo, altrimenti è consigliato l'atterraggio su pista.

  • Checklist pre-atterraggio - Hydraulic Pressure ON
  • Quando la temperatura dello scafo torna su valori normali (quando cioè ricevi il messaggio air intake auto opening sul display "SYSTEM MESSAGE"), apri il VOR/VTOL MFD per visualizzare le informazioni di cui avrai bisogno, e al posto dell'Aerobrake MFD attiva il MAP MFD.
    Su quest'ultimo zooma molto in modo da vedere solo te e il tuo obiettivo. Usa il puntatore della bussola per dirigerti direttamente verso la base, e mantieni una velocità di avvicinamento di 250 m/s. Riduci lentamente la velocità man mano che ti avvicini (puoi vedere la distanza che ti separa dalla base sul MAP MFD).
    Assicurati di avere le RETRO DOORS su OPEN (per avere un tempo di risposta più rapido) e le HOVER DOORS su OPEN/AUTO. Non scendere di quota al di sotto dei 3.000 m fino a quando il VOR/VTOL MFD non inizi a ricevere il segnale dalla base (la distanza di ricezione dipende anche dalla quota). A questo punto dirigi il tuo vettore di velocità (la freccia gialla sul MFD) verso il target, e vira verso di esso. Riduci a zero la velocità verticale, quindi carica e lancia il pilota automatico di hovering "PRO200SPEC7" (digita "p200s7", dai "Invio" e poi "e"). L'autopilota ti manterrà in volo livellato e controllerà automaticamente l'altitudine, tu puoi solo usare il timone per cambiare direzione (in questa fase non hai molto altro da fare).
    Osservando il valore DIST sul VOR/VTOL MFD e la velocità, avvicinati alla piazzola di atterraggio finchè non sei entro il secondo cerchio. Puoi scendere di quota fino a 1.000 m con una velocità verticale di max -30 m/s, ma non dimenticarti di livellare quando arrivi a questa quota! Ora imposta i propulsori di traslazione (selettore rotativo SHIP CTRL su RCS LIN - il display "SYSTEM MESSAGE" visualizza "Ship control: RCS translation") e aggiusta la tua posizione al di sopra della piazzola, cercando di restare entro il primo cerchio. Inizia a scendere a -20 m/s. Come arrivi a 100 m di altezza, apri i carrelli e rallenta fino a -10 m/s, quindi riduci la velocità in relazione alla tua altezza (-10 m/s a 100 m, -9 m/s a 90 m, e così via) fino ad arrivare a 1 m/s a 10 m. Continua così fino a toccare il suolo.

Ben fatto! Missione completa!!



Questo è solo uno uno dei metodi che si possono usare per un rientro dalla LEO col DGIV.
Ne esistono sicuramente altri, magari più complessi o più semplici.
Questo è molto dettagliato, e leggendolo con calma almeno un paio di volte (se si è all'inizio) si afferrano i concetti necessari.
Non fatevi scoraggiare dalla sua lunghezza. A me ha funzionato!

P.S.: la versione originale di questo post (che però nel frattempo è stato parecchio modificato) è disponibile anche come download in pdf obsoleto, o incluso nel mio Italian OrbiNoob Translation Pack, ed è principalmente la traduzione semplificata e adattata di un thread di Grover, su Orbiter Forum, su cui ho finalmente trovato le dritte giuste per il rientro.
« Ultima modifica: 09 Ott 2017, 20:30:39 da Ripley »
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Rientro dalla ISS a Cape Canaveral col DGIV
« Risposta #1 il: 18 Ott 2010, 10:24:04 »
ahhhhhh  :sarcastic:


 :dance1:


 ciao
Un saluto e un sorriso rallegrano l'anima.

Offline Ripley

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Re:Rientro dalla ISS a Cape Canaveral col DGIV
« Risposta #2 il: 24 Nov 2015, 15:46:57 »
In questi giorni sto dando un'aggiustata generale a questo complesso tutorial.
Ho aggiunto verso l'inizio un paragrafo con le istruzioni per atterrare di giorno o di notte.
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Offline Waverider

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Re:Rientro dalla ISS a Cape Canaveral col DGIV
« Risposta #3 il: 21 Mag 2016, 12:17:06 »
    Ciao a tutti, sono nuovo di Tuttovola ed uso orbiter da un po. Innanzitutto grazie infinite Ripley per i tuoi direi "magici" tutorial, senza i quali oggi non riuscirei mai a compiere con sufficiente disinvoltura rientri di precisione a bordo del DGIV da LEO! touchngo  :clapping:

    Scrivo a proposito del paragrafo "IMPOSTAZIONE DI DEORBITA":

IMPOSTAZIONE DEORBITA

[...]
  • Clicca su [DEO] (in basso a destra sul BaseSync MFD) per aprire il display di de-orbita: clicca sul pulsante [ANG] e digita "0.7" (col punto!), clicca sul pulsante [ANT] e digita "38" (se con 38 "arrivi corto", prova successivamente con 37, o anche 36...io mi trovo meglio con 37), quindi clicca sul pulsante [ALT] e digita "80". Conferma ogni inserimento con "Invio".
    Ora hai una soluzione di de-orbita corretta per la tua quota attuale.

Se i miei parametri orbitali cambiassero radicalmente (quota, eccentricità, etc.) o addirittura mi trovassi ad orbitare attorno ad un altro pianeta come Marte (con una distribuzione di densità atmosferica totalmente diversa), magari a bordo di un'altra nave, non del DGIV, possedente un L/D totalmente diverso, immagino che i valori inseriti nella sezione "DeOrbit program" di BaseSync MFD, quali:
  • [ANG] (Reentry angle) = 0.7
  • [ANT] (Reentry anticipation angle) = 36-38°
  • [ALT] (Reference altitude for reentry maneuver) = 80

debbano essere, di conseguenza, necessariamente modificati.. Forse mi sbaglio, ma in caso contrario potreste indicarmi come procedere per ricalcolarli?

Grazie a tutti :)

Offline Ripley

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Re:Rientro dalla ISS a Cape Canaveral col DGIV
« Risposta #4 il: 21 Mag 2016, 14:34:55 »
Ciao, e grazie per i complimenti.
Diciamo che fra tutti, l'eccentricità è l'unico parametro che dovrebbe comunque restare sempre a zero, prima dell'accensione di deorbita.

Nel thread sul BaseSync MFD ci sono altri (pochi) parametri da cui partire, e se non ricordo male se ne parla anche nel suo manuale.
Pet il resto, si deve sperimentare molto ed arrivarci per approssimazioni successive.
http://www.tuttovola.org/index.php?topic=5526.0

Anzi, ti prego di postare i tuoi risultati, quando avrai trovato una soluzione ripetibile.
Buone deorbite!



Spino871, utente di Forum Orbiter Italia, ha postato la stessa domanda qualche tempo fa:
http://orbiteritalia.forumotion.com/t3036-risoltoancora-domande-su-xr5-parametri-di-deorbita-e-rientro-su-una-base
« Ultima modifica: 21 Mag 2016, 23:18:28 da Ripley »
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Re:Rientro dalla ISS a Cape Canaveral col DGIV
« Risposta #5 il: 22 Mag 2016, 00:01:23 »

Anzi, ti prego di postare i tuoi risultati, quando avrai trovato una soluzione ripetibile.


Ok Ripley ricevuto, spero di essere utile in qualche modo. Oggi ho fatto qualche tentativo, domani riprovo e posto i risultati  touchngo

Offline Waverider

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Re:Rientro dalla ISS a Cape Canaveral col DGIV
« Risposta #6 il: 22 Mag 2016, 13:11:39 »
PROVE

Allora, i rientri li ho eseguiti partendo sempre dallo scenario "DGIV - Docked to ISS" ed approdando a Capo Passero, con eccentricità di 0.008 (dell'ordine di 0,000x insomma) e un crossrange residuo di 112,27 km (senza allineamenti vari, essendo comunque al di sotto di 150 km) di default e passando ovviamente parametri diversi al BaseSyncMFD. Qui sotto riporto i due casi limite testati:
    • ReA = 1,50°
    • Ant = 60°
    • RAl = 50 km

    Il rientro è avvenuto con uno skip, con una massa del velivolo di 18760 kg e mantenendo:
    • AoA = 25° (con una correzione ripetuta di -5°)
    • Angolo di Bank = -5°
    • G-Force max = 2
    • Temperatura max:
      • Sul muso = 1850°C
      • Sui bordi d'attacco alari = 1500°C

    Ho avuto un po di problemi nel gestire l'angolo d'attacco per centrare il bersaglio, soprattutto alle alte altitudini (>70 km), dove piccole correzioni facevano slittare il punto di impatto su e giù tra Russia medio-orientale e Africa occidentale, ma comunque sono riuscito ad atterrare con ottima precisione, forse un po'corto per i miei gusti; in ogni caso nessun problema nel gestire le temperature.

    • ReA = 0,2°
    • Ant = 15°
    • RAl = 50 km

    Il rientro è avvenuto con uno skip, con una massa del velivolo di 18630 kg e mantenendo:
    • AoA = 32° (con una correzione saltuaria di +5°)
    • Angolo di Bank = -10°
    • G-Force max = 2,35
    • Temperatura max:
      • Sul muso = 1250°C
      • Sui bordi d'attacco alari = 1000°C

    Con questa configurazione le variazioni d'assetto in cabrata permettevano regolazioni molto più precise del punto d'impatto, sul quale sono arrivato un tantino lungo forse; le temperature rientravano abbondantemente nel range consentito; unico difetto è l'aver registrato una G-Force addizionale di 0,5.
CONCLUSIONI

Secondo quanto sperimentato mi sembra di poter affermare che :
  • sono da preferire ReA bassi (0,x° per intenderci), poichè garantiscono una gestione migliore dell'AoA e quindi una più precisa regolazione del punto d'impatto, oltre ad assetti molto cabrati che, generando maggiore drag, limitano i picchi di temperatura a valori più bassi
  • il valore Ant è settabile secondo i propri gusti, se si preferisce arrivare lunghi (bassi Ant) o più corti (elevati Ant)
  • il valore RAl è meno influente sulla traiettoria e lo si può variare caso per caso, anche in funzione del parametro Ant scelto; attenzione però al dV (e quindi al Burn Time), sul quale si nota una certa riduzione all'aumentare del valore di RAl

Il segreto della riuscita del rientro non risiede però, secondo me, nel valore passato ad uno o all'altro parametro:
per dare un senso alla scelta arbitraria dei parametri di cui sopra, infatti, ho adottato il metodo "cercare di programmare l'accensione di deorbita agli antipodi della base obiettivo" ed in effetti in entrambi i rientri non vi sono state particolari criticità. Ma vi prego, prendete queste conclusioni con le pinze: non avendo tanta esperienza ho cercato di restringere il campo di variabilità di tentativo dandomi una regola, così ad occhio. In attesa delle vostre prove e considerazioni, continuerò a fare tentativi registrando e postando i dati raccolti.
 touchngo
« Ultima modifica: 22 Mag 2016, 13:19:08 da Waverider »